Siena e provincia

a cura della redazione di Reality Magazine

AGRITURISMO DA COLLEPETRUCCI

Finalmente sta arrivando la primavera e anche la bella stagione. Pensiamo fin d’ora a programmare e prenotare per tempo vacanze <verdi>, in pieno relax, nel mezzo ad una natura suggestiva e incontaminata.

Siamo nella rilassante Val di Merse, ai piedi delle Colline Metallifere, fra le province di Siena e di Grosseto. L’Agriturismo <Collepetrucci> - Ciciano, una frazione di Chiusdino – (Siena) – www.collepetrucci.it - ha appena aperto le prenotazioni per soggiorni e vacanze a diretto contatto con la natura, nel silenzio e nel verde di questa suggestiva vallata.

L’agriturismo <Collepetrucci> di Ciciano aspetta gli amanti della natura, della quiete e dell’aria pulita in Val di Merse, tra arte e buona gastronomia locale. Un’ottima struttura che dispone di tre appartamenti per un totale di 10 posti letto , una bella piscina all’aperto con vista mozzafiato, immerso nel verde dell’oliveta vicino. Si trova nel comune di Chiusdino a soli 37 km da Siena.

Viene offerta la connessione WiFi in tutti gli ambienti e un parcheggio privato gratuito. Tutti gli appartamenti sono dotati di TV satellitare a schermo piatto, una cucina con tutti i comfort, forno e frigorifero, macchina da caffè, le lenzuola, bagno privato con doccia ed inoltre produzione e vendita diretta di un eccellente olio <EVO> .

Colle Petrucci dista 5 km dalla celebre Abbazia di San Galgano, e 2 km da Chiusdino, 56 km da San Gimignano, 45 km da Follonica, 35 km dalle terme di Petriolo, 76 km da Bagno Vignoni e 102 km dall’Aeroporto di Firenze, lo scalo più vicino.

Questo agriturismo offre in particolare una veduta panoramica a 360° essendo a quasi 500 mt di altezza, gode di un clima mite e la tipica bellezza del paesaggio della val di Merse. Un autentico paradiso terrestre per riposarsi.


Tartufo Bianco e Ferrari per conoscere le Crete Senesi

Siena San Giovanni d’Asso

Alla guida delle vetture del Cavallino Rampante per 75 km, poi visita al Museo del Tartufo e partecipazione alle cene di gala

Tartufo Bianco e Cavallino Rampante, è il nuovo binomio glamour che propone quest’anno la Mostra Mercato di San Giovanni d’Asso. Oltre alle consuete opzioni per conoscere le Crete Senesi con il “Treno Natura”, i percorsi di trekking e le visite guidate, il programma offre Tour in Ferrari organizzati nei giorni della Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso (11-12 e 18-19 novembre). Una giornata da sogno lungo le strade delle Crete Senesi per poi fermarsi e degustare piatti di Tartufo Bianco, Vini Orcia e Brunello, street food, visitare il Museo del Tartufo .e le mostre nel borgo.
I tour partono dalla splendida cornice del Castello di San Giovanni d'asso alle ore 10 e alle ore 15. E' possibile scegliere la propria Ferrari da guidare lungo le panoramiche della campagna più bella del mondo. Due i modelli a disposizione: Ferrari California Turbo e Ferrari 458 Spider.
Gli itinerari propongono circa 75 Km sulle strade delle Crete Senesi e della Val d’Orcia con il supporto di un'auto staffetta dello staff “Driving The Dream” durante tutto il tragitto. E’ previsto un piccolo stop per una piacevole passeggiata a Montalcino oppure a Buonconvento.
Al rientro a San Giovanni d'Asso gli equipaggi visiteranno il prestigioso Museo del Tartufo per poi partecipare ad una degustazione di tartufo e ad un esclusivo pranzo gourmet oppure ad una delle due cene di gala nei giorni di sabato 11 e 18 novembre.
La Mostra mercato di San Giovanni d’Asso offre due week end (11-12 e 18-19 novembre) per degustare, acquistare, conoscere e anche cercare direttamente questo prezioso fungo ipogeo. Insieme al tartufo bianco delle Crete Senesi, i visitatori potranno conoscere e apprezzare le altre grandi eccellenze di questo territorio come l’olio extravergine di oliva, il formaggio pecorino, il vino della Doc Orcia, il Brunello di Montalcino, il miele. Dalla “cerca” del tartufo e le visite al museo a lui dedicato, al giro dei frantoi, allo street food, alle cene tipiche nei migliori ristoranti del territorio, le degustazioni libere e guidate, tutto è stato pensato per condurre i visitatori all’interno di un territorio unico, ricco di tradizioni, prodotti di qualità e di un ruralità ancora genuina dove l'uomo è protagonista.
www.mostradeltartufobianco.it.
Per informazioni sul programma completo e prenotazioni contattare il 349 7504247

Comunicato stampa

RURAL FESTIVAL

Dopo il successo dello scorso anno, sabato 16 e domenica 17 settembre 2017 nel centro storico di Gaiole in Chianti (Si), tornerà il Rural Festival Toscana. Seconda edizione per la mostra-mercato dedicata alla biodiversità agricola, con produzioni artigianali di agricoltori e allevatori custodi: un invito alla scoperta e all'assaggio di prodotti di antiche razze animali e varietà vegetali tosco-emiliane

Così a Gaiole in questa due giorni si rinnoverà il gemellaggio tra le due regioni, invitando il visitatore alla scoperta e all’assaggio della biodiversità agricola con stand gastronomici che faranno conoscere e gustare i prodotti di una quarantina di aziende selezionate, rappresentative di antiche razze animali e varietà ortofrutticole disseminate nelle diverse province toscane ed emiliane, per un tripudio di sapori dimenticati e spesso sconosciuti. Come i legumi tipici della zona tra cui fagiolo Zolfino, Coco nano e cece rosa, pecorino di pecora Massese e Garfagnina, il famoso pane Marocca di Casola fatto con farina di castagne, la polenta di mais Formenton Ottofile Garfagnana, poi l’olio di Olivastra Seggianese, la pasta fresca da antichi grani, erbe aromatiche e spontanee del Chianti, gnocchi di patata di Cetica, testaroli al farro della Lunigiana, e ancora, porchetta di suino di Cinta Senese, vino da uva Sangiovese in purezza e vin santo di Malvasia del Chianti. La tradizione emiliana proporrà prosciutto di maiale nero, yogurt e formaggi unici di rare razze ovine e bovine appenniniche, pane di grano del Miracolo, frutta antica da mostarda, polpa di pomodoro Riccio di Parma, e ancora, pasta fresca all'uovo di gallina Romagnola, zucca violina al forno, miele biologico reggiano, marmellata di prugna Zucchella, latte fresco d’asina da cui si ricava un delizioso sorbetto, formaggio Pioniere da latte intero e poi i vini da rare cultivar come il lambrusco Maestri e la Fortana del Taro.
Un’altra area sarà dedicata al parco animale di antiche razze, come il maiale nero, la pecora Cornigliese, Massese e Garfagnina, l’asino Romagnolo e Amiatino, la vacca grigia Appeninica, Valtarese e Ottonese, il tacchino di Parma e Piacenza, la gallina Romagnola e il pollo Valdarnese. Saranno presenti anche i portavoce dell’Associazione Agricoltori e Allevatori custodi di Parma e dell’Associazione Regionale Allevatori dell’Emilia Romagna, oltre al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.
Info: www.rural.it

A S. GIMIGNANO, RESTAURATA LA CHIESA DI S. LORENZO

Fonte: Ufficio Stampa

Dal 25 marzo è finalmente aperta al pubblico la Chiesa di San Lorenzo situata in via del Castello, vicino a Piazza della Cisterna.
Nel 2011 il Comune di San Gimignano ha acquisito gratuitamente dal Demanio dello Stato la proprietà della Chiesa, procedendo nel 2016-17 a un organico intervento di restauro e adeguamento strutturale finalizzato alla sua fruizione museale e al suo inserimento nel circuito dei Musei Civici.
La Chiesa di San Lorenzo in Ponte, risalente al XIII secolo, è in stile romanico ed è costituita da un’unica navata coperta con tetto a capriate di legno, con presbiterio rialzato a volta. Fin dall’inizio del XIV secolo la chiesa recava sul fianco sinistro un piccolo portico, o una semplice tettoia, per riparare dalle intemperie l’affresco raffigurante la Madonna col Bambino, del quale rimane oggi solo il volto della Vergine, riconducibile, secondo alcuni studiosi, all’attività giovanile di Simone Martini. Fu proprio a causa della devozione popolare verso questa sacra immagine che, all’inizio del Quattrocento, fu decisa la costruzione o l’ampliamento del portico lungo il fianco della chiesa, venendo così a formare, in adiacenza ad essa, un oratorio. Intorno al 1413 l’intero edificio fu interessato da una straordinaria decorazione a fresco eseguita dal pittore fiorentino Cenni di Francesco di ser Cenni, formatosi nell’ambito del pittore giottesco Andrea di Cione di Arcangelo, detto l’Orcagna. Il tema del ciclo è quello della vita ultraterrena che si lega alla figura del santo titolare, Lorenzo, cui è concesso salvare le anime del Purgatorio. Suggestivi dettagli raffigurano dunque il mondo ultraterreno attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Dopo questo periodo, iniziò per San Lorenzo in Ponte un lungo e progressivo declino, fino a perdere lo status di chiesa ed essere alienata a privati e destinata ai più vari usi che determinarono anche la perdita di gran parte della decorazione a fresco. Acquisita dal Demanio dello Stato nel 1929, è stata oggetto nei decenni seguenti di varie vicissitudini, che ne hanno sensibilmente ridotta la fruizione pubblica.

Mostra Convegno per Sergio Vacchi

Castello di Grotti, Monteroni d’Arbia (SI)

15/01/2017

invitoNella ricorrenza del primo anniversario della morte del maestro Sergio Vacchi, il 15 gennaio 2017, la Fondazione Vacchi con il patrocinio dell’Accademia delle Arti del Disegno, del Comune di Monteroni d’Arbia e della Regione Toscana, intende ricordare l’artista con una giornata di studio alla quale interverranno amici e studiosi della sua opera e una mostra di artisti toscani affidata al critico d’arte Nicola Micieli che ha avuto con Vacchi un lungo rapporto di amicizia e collaborazione artistica.
Parteciperanno a questo incontro Antonio Natali, Andrea Granchi e sarà inoltre presente il Sindaco del Comune di Monteroni d’Arbia Gabriele Berni che ormai da anni con la Fondazione ha un rapporto di stima e partecipazione.
La mostra si intitola “Convegno” utilizzando un luogo concettuale molto caro al maestro Vacchi lungo tutto il periodo della sua vita trascorsa al Castello di Grotti, sede della Fondazione che porta il suo nome e nel cui giardino Egli riposa.
Dacché si è trasferito in Toscana, Vacchi ha difatti dipinto con una certa frequenza opere intitolate ai “convegni” al Castello di Grotti, ossia alle chiamate e agli incontri con i personaggi che nella sua vita e nella sua arte, lo hanno accompagnato e hanno avuto un ruolo importante, reale o ideale. Compagni di strada o presenze d’elezione, dunque, con i quali Sergio Vacchi si intratteneva come a riflettere e memorialmente ripercorrere un tratto del suo cammino.
Proprio considerando la natura colloquiale e rievocativa, e di stretto coinvolgimento personale dei “convegni” di Sergio Vacchi, il curatore Nicola Micieli ha pensato di convocare alcuni artisti con i quali ha a sua volta stretto un rapporto colloquiale duraturo nel tempo e che per questo lo rappresentassero proiettandolo nella memoria partecipe dell’artista amico scomparso. Non una qualche filiazioni o un qualche nesso diciamo stilistico con l’opera di Vacchi, per quanto non manchi in ogni presenza un ideale pensiero rivolto al maestro e al molteplice esplicarsi del suo mondo visionario.
Per questa occasione, le sale espositive ed il giardino all’italiana del Castello di Grotti, ospiteranno le opere di Marcello Aitiani, Adriano Bimbi, Cesare Borsacchi, Giuseppe Calonaci, Stefano Cecchi, Renzo Galardini, Andrea Granchi, Fulvio Leoncini, Romano Masoni, Carlo Pizzichini, Augusto Perez, Stefano Tonelli e Luigi Zucconi.

www.fondazionevacchi.it

comunicato stampa


                       

 

Powered by: MR GINO