Firenze e provincia

a cura della redazione di Reality Magazine


Thanksgiving Day al Bernini di Firenze

Fonte: Uffcio Stampa

In inglese la chiamerebbero “big crush”, grande cotta, colpo di fulmine. Sono sempre di più gli statunitensi che si innamorano di Firenze, tra studenti – circa 5000 quelli che risiedono in città – e turisti: questi ultimi sono cresciuti del 7% solo nel 2017. Il Bernini Palace, 5 stelle Luxury in pieno centro, sa come farli sentire “a casa”: in occasione del Thanksgiving Day, la più “americana” e tradizionale delle feste, l’hotel organizza, giovedì 22 novembre, una speciale Chef’s table. Appuntamento per l’aperitivo dalle ore 18 alle ore 21, nell’elegante Lounge dell’hotel, in cui il tradizionale arredo toscano si fonde con il design contemporaneo.
Un’iniziativa aperta sia ai cittadini Usa, che potranno celebrare un rito per loro irrinunciabile, che alle persone di ogni nazionalità, invitate a vivere una giornata in perfetto stile americano: davanti al classico tacchino preparato a regola d’arte, si condividono momenti indimenticabili. Specialmente in un hotel che unisce una spiccata vocazione internazionale a un dna toscano e fiorentino, ospitale e orientato all’incontro e alla valorizzazione di ogni cultura.
Oltre al piatto simbolo del Ringraziamento, gli ospiti potranno rilassarsi assaporando i migliori cocktail a la carte: tra questi il “Manhattan” preparato con Whiskey Wild Turkey 81, denso nettare con aromi di caramello, dalla paletta aromatica ricca, lievemente speziato.
Contribuirà all’atmosfera della serata, degna di un elegante club oltreoceano un giovane e talentuoso artista, accompagnato dal pianoforte.

Hotel Bernini Palace
Piazza San Firenze, 29 (Piazza della Signoria) – 50122 Firenze
Tel. + 39 055 288621 – fax + 39 055 268272
Info: info.hotelbernini@duetorrihotels.com
hotelbernini.duetorrihotels.com

VACANZE NATALIZIE IN ALPE CIMBRA

Dal corrispondente Carlo Ciappina

Festeggiare Natale in Alpe Cimbra è l’ottima occasione per vivere serenamente un territorio vocato alla candida neve, degnamente attrezzato per praticare sci nordico e non solo! In effetti, le bellezze paesaggistiche locali si prestano bene alla fat bike, sleddog, trekking a cavallo, passeggiate baby trekking a bordo del passeggino. Magnificamente addobbati, i suoi hotel e residence ritemprano dal freddo esterno grazie ai grandi camini, illuminando sale inebriate di profumate fragranze al ginepro e cannella. Qui, sarete coccolati dalla calda accoglienza tipicamente trentina. Fuori, Folgoria si illumina di mille luci, conferendo all’abitato una dimensione onirica, resa allettante dai caratteristici negozietti, pasticcerie, enoteche, ristoranti à la mode e boutique. Le iniziative messe in essere dal comprensorio sono decisamente allettanti. L’Immacolata apre i battenti festaioli con Bolkhent, sfilata omaggiante babbo inverno, culminante con l’accensione del grande albero natalizio. Giorno 28 dicembre Lusérn farà rivivere l’Avvento di un secolo fa presso l’antica Hause von Prukk, ma non e finita! In Segheria Mei prende vita la notoria ciaspolata notturna (29 dicembre), mentre il comprensorio si anima di lanternate nel bosco, fiaccolate ed altre attrattive tradizionali. Agli amanti dello sci, ben 100 km in piste attrezzate fungono da palcoscenico per la Skiarea Alpe Cimbra Ski Stop, entusiasmante caccia al tesoro, il cui allettante premio consta di leccornie enogastronomiche nostrane. I meno fortunati, si fa per dire, si consolano presso rifugi, malghe, ristoranti, davanti un bel camino acceso, degustando ottimi piatti stellati. A proposito, il 15 dicembre è dedicato al FreeSki Day per principiante o pseudo tali!
Naturalmente approfittate del pacchetto promozionale natalizio, comprendente 4 pernottamenti, mezza pensione con bevande incluse, cena della vigilia, utilizzo sauna, Trentino Guest Card gratuita.

Info: www.alpecimbra.it

Foto Mirco_Dalprà

L’AVVENTO IN VALLAGARINA E ROVERETO

Dal corrispondente Carmelo De Luca

Un viaggio onirico tra un paesaggio di vini e castelli, tradizioni, intrattenimento è quanto offre la bella Vallagarina per le prossime festività natalizie. Qui la natura e l’uomo hanno creato un vero eden, basti guadarsi intorno per scoprire l’altopiano di Brentonico coi bucolici pascoli prealpini, le maestose Piccole Dolomiti, il Parco naturalistico di Monte Baldo che, con la neve dicembrina, acquistano una valenza natalizia da commuovere anche gli animi duri. Vivere l’Avvento nella sua dimensione tradizionale e intimistica, qui, diventa realtà supportata da una magica atmosfera fatta di storia, luci, musiche, colori, enogastronomia secolari. I paesi della valle gareggiano in articolati presepi viventi, spettacoli, danze, musiche, mercatini di Natale, dei quali Rovereto ne riassume lo spirito festaiolo: Sino al prossimo 24 dicembre, il cielo stellato si inebria di resine profumate, spesso, cosparso da candidi fiocchi di neve. Giù, nelle piazze cittadine, magiche casine in legno pullulano in abbigliamento locale, oggettistica, dolci, gastronomia tipica. Intorno, pregevoli edifici medievali e barocchi rendono l’atmosfera carica di storia millenaria, proteggenti l’enorme abete di Piazza Rosmini pomposamente addobbato, mentre ai pargoli è riservata la romantica Casetta di Natale, luogo dei sogni animato da laboratori creativi tra racconti locali. E si, quello di Rovereto è un Natale decisamente speciale perché, qui, attua la sua dimensione intimamente umana, quello spirito chiamato convivenza tra i popoli, particolarmente sentito ogni sera al rintocco della grande campana ossequiante i morti della prima guerra mondiale, che in questi luoghi ha visto distruzioni e perdite considerevoli, le cui memorie rivivono nel museo allestito presso lo scenografico Castello cittadino. In città e dintorni diventa un obbligo intraprendere il gustoso viaggio tra ristoranti, bar tipici, cantine, un mondo fatto di invitanti ricette accompagnate dagli ottimi vini locali. Per mantenersi in forma, la Ski Area Polsa-S. Valentino fa al caso vostro, magari spostandosi con Trentino Guest Card, la tessera che consente libero accesso su trasporti pubblici, musei, parchi, manieri, attrazioni provinciali.

Info: www.visitrovereto.it

Foto Carlo Baroni

COLAZIONE AL MUSEO GALILEO

Ufficio Stampa

Edizione 2018-2019

Ritornano gli appuntamenti di “Colazione al Museo” dedicati alle antiche tecniche artigiane e rivolti ad adulti e ragazzi a partire dai 10 anni. Per il secondo anno consecutivo il Museo Galileo ha deciso di dar voce alle attività artigiane del territorio, allo scopo di recuperarne la memoria ed evidenziarne la preziosa manualità.

Dall’11 novembre al 10 marzo - la domenica alle 11 – il museo diventa un luogo di aggregazione e di incontro. Dopo una gustosa colazione fornita dall’Antica Pasticceria Caffè S. Firenze, i partecipanti assisteranno a dimostrazioni pratiche e al termine riceveranno un’utile guida per poter replicare autonomamente le attività svolte.

Ma cosa accomuna un artigiano e uno scienziato?

Oltre alla specializzazione, le due figure condividono la conoscenza di delicati segreti professionali e l’utilizzo di strumenti e procedimenti che possono a pieno titolo essere considerati scientifici.

L’intento del ciclo di appuntamenti è dunque quello di diffondere alle nuove generazioni antichi saperi, mettendo una sorta di lente di ingrandimento sulla parte scientifica, sui processi fisici e chimici che conducono alla produzione di pregiati manufatti: i materiali e le tecniche di lavorazione del commesso fiorentino da parte dell’Opificio delle Pietre Dure, la dimostrazione delle diverse tecniche di doratura e la storia del battiloro, i segreti dei parruccai dal Settecento ai giorni nostri, la magia dell’immagine fotografica generata dalla cianotipia, e molto altro.

MAO JINHUA E LE SUE MONTAINS

dal corrispondente Carmelo De Luca

Carta in cotone realizzata a mano, sulla quale inchiostro e pennello ricreano magicamente sacralità montana, armonia plasmante madre terra, suoni ancestrali dell’universo ricreati attraverso l’esperta mano di Mao Jinhua, artista, poeta, filosofo contemplativo, trovante linfa vitale tra interiorità, natura, nobili suoni emessi dal gugun vibrante di storia millenaria cinese. Figure stilizzate, sinuose nelle posture danzanti, quasi rapite dalla magica sinfonia del gugun, impregnano l’arte del maestro orientale di nobile musica, divenendo un tutt’uno sinergico. Linee e colori danno forma all’armonia universale tra scenari naturali cinesi sontuosamente belli, dei quali Mao ne coglie, respiro, suoni, anima. Un elegante minimalismo rivive in pennellate scemanti dal cupo al grigio tenue, contrastate dal colore pastello esaltante le Montagne Gialle tanto amate dal pittore che, nelle sue opere esposte presso la fiorentina Fondazione Zeffirelli, rivivono nel suadente dualismo acqua-monti. Paesaggi spirituali nascono da segni decisi, delicati, rappresentativi, carichi di vita interiore manifesta, musicalità, simbolismo universale.
Curato da Cristina Acidini e pubblicato da Edizioni Pla, un bel catalogo supporta la mostra visitabile sino al prossimo 30 novembre.

PROSPERIUS SI ARRICCHISCE DI UN NUOVO GIOIELLO

Fonte: Ufficio Stampa

Due interminabili decenni dopo, a conclusione di un iter burocratico estenuante e di un’odissea giudiziaria assurda quanto pienamente assolutoria, la nuova sede unificata del Centro diagnostico e riabilitativo Prosperius è finalmente realtà operativa. Un investimento di € 50 milioni per dare a Firenze un polo sanitario multifunzionale di assoluta avanguardia, che con la rinata clinica Villa Cherubini (100 e più posti letto) offrirà lavoro a oltre 250 persone, medici, tecnici, infermieri, impiegati.
Al numero 87 di via di San Domenico, ben mimetizzato nel verde di una tranquilla vallata precollinare laddove Firenze si confonde con Fiesole, l’elegante edificio del Centro Prosperius, firmato dallo studio Spezza, sorge in un’area di tre ettari perlopiù a bosco, ulivi e giardini, dotato di ogni requisito antisismico e antincendio, di bei portici ombrosi e solari terrazze oltre a un vasto e comodo parcheggio.
La qualità Prosperius sarebbe certo impossibile senza i suoi specialisti e il suo sperimentato personale. Ma l’eccellenza è appunto anche il prodotto di continui investimenti in strumenti di ultima generazione: scanner tridimensionali che garantiscono diagnosi di nitidezza fin qui impensabile; camera iperbarica con i suoi programmi innovativi per le malattie neurologiche tra cui anche autismo e sla; un reparto riabilitazione dove anche i più celebri atleti (Batistuta eTrezeguet tra i tanti) sono risanati da dinamiche intensive ottenute con la robotica, settore che schiererà tra breve anche l’ultimo modello di esoscheletro che consente ai paraplegici di camminare e muovere le braccia in autonomia.
Questa vasta offerta di prestazioni d’alta gamma promette di replicare e perfino di ampliare i successi dell’altro Istituto di riabilitazione d’eccellenza Prosperius (a Umbertide, Perugia), meta privilegiata da 20 anni di un Turismo Sanitario che assicura il 100% di occupazione, con punte da altre regioni e dall’estero superiori all’80%: pazienti con i parenti, ma anche docenti e neolaureati di oltre trenta Università americane che da anni coltivano con Prosperius rapporti di studio, ricerca e formazione. Un settore destinato ad arricchire il capitale umano e scientifico anche di Firenze.

“Totò Metà-fisico”

Fonte: Ufficio Stampa

Fotoreportage di Massimo Sestini, con Antonello Buffardi de Curtis

Un libro. Un nuovo libro, il primo nel suo genere. Un tributo che nasce da una riflessione: “Totò è vivo” come scrive Antonello Buffardi de Curtis che del Principe è nipote: "Totò torna a Firenze, dove voleva sempre debuttare a teatro e dove pure prese moglie. Così, se mi passate la riflessione, possiamo proprio dire che Totò torna nel luogo dove incontrò l'Amore della sua vita, in quelle che all'epoca si chiamavano le Follie Estive".
La presentazione, organizzata da Gianni Mercatali con la collaborazione di Once Extraordinary Events e Gruppo Editoriale, rientra nelle iniziative che intendono testimoniare la contemporaneità della presenza di Totò nella vita quotidiana lungo tutta la Penisola.
Massimo Sestini ha girato l’Italia individuando 30 luoghi simbolo, selezionati per l’unicità dei tributi che artisti e popolo hanno voluto dedicare al grande Totò e dove più è presente il messaggio del Principe della risata: murales, citazioni, locali, fino alla scoperta di luoghi “impensabili”.
Il risultato è un volume, di 96 pagine su raffinata carta uso mano, che include testi di Antonello Buffardi de Curtis sugli aspetti più privati del suo rapporto con un nonno così importante.
Realizzato grazie al sostegno di Poste Italiane e Isaia, edito da Gruppo Editoriale e con media partner Panorama, il volume è distribuito a livello nazionale all’interno delle librerie Mondadori.

IL GALLO NERO AL TEATRO PUCCINI

Fonte: Ufficio stampa Chianti Classico

A partire dal mese di novembre fino a marzo 2019, ogni sabato sera, nel ridotto del Teatro Puccini di Firenze andrà in scena la rassegna di teatro comico Teatro Puccini Off, ideata e diretta dal comico fiorentino Andrea Muzzi, che porterà sul palco giovani talenti comici provenienti da tutta Italia.

L’obiettivo del progetto è quello di far nascere un “Teatro della città” che promuova i giovani talenti attraverso un genere che, per distinguersi dal più moderno e inflazionato cabaret, è volutamente definito “teatro comico”, una cifra autoriale e attoriale mirata a far ridere e sorridere attraverso un pensiero più che una battuta.

Come già avvenuto in passato con un altro progetto, “Il Canto del Gallo”, il Consorzio Vino Chianti Classico ha deciso di sostenere questa rassegna e sarà presente, ogni sabato della rassegna, con i vini del Gallo Nero presso lo storico bar del Puccini.

D’ODIO E D’AMORE – GIORGIO VASARI E GLI ARTISTI A BOLOGNA (2 ottobre-9 dicembre)

Fonte: Ufficio Stampa Opera Laboratori Fiorentini - Civita

«Né è maraviglia che quella d’Amico fusse più pratica che altro, perché si dice che, come persona astratta che egli era e fuor di squadra dall’altre, andò per tutta Italia disegnando e ritraendo ogni cosa di pittura e di rilievo, e così le buone come le cattive… le quali fatiche furono cagione che egli fece quella maniera così pazza e strana».
Questa citazione dalla Vita di Bartolomeo da Bagnacavallo e d’altri Pittori Romagnuoli è tratta dall’edizione del 1568 delle Vite del Vasari. Il “praticaccio inventore” era Amico Aspertini, ma Vasari allarga il suo caustico giudizio a tutti gli altri pittori bolognesi a lui contemporanei definendoli con “il capo pieno di superbia e di fumo”. Non solo: nella Vita di Michelangelo aggiunge la velenosa nota per la quale il Buonarroti avrebbe lasciato Bologna dopo solo un anno di permanenza perché lì “perdeva tempo”.
Insomma un rapporto nato proprio male, ma per fortuna finito bene, come ci rivela la mostra D’odio e d’amore – Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, curata da Marzia Faietti e Michele Grasso, in corsodal 9 ottobre al 2 dicembre nella Sala Edoardo Detti del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi. Infatti, attraverso una selezione assai accurata e significativa di disegni e dipinti (prevalentemente attinti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi), l’esposizione lascia intuire come il giudizio ostile di Vasari – che imputava agli artisti d’oltre Appenino il mancato contatto con opere e materiali dell’arte classica dai quali prendere spunto e ispirazione – era destinato a non durare a lungo. I termini sono già meno duri nei confronti del Correggio che, a parer suo, se fosse uscito dalla Lombardia (l’Emilia era allora considerata terra lombarda) e si fosse spinto fino a Roma “averebbe fatto miracoli”, ma verso agli artisti della generazione successiva Vasari spende addirittura parole di approvazione.
È una mostra dal taglio inedito, con un discorso intellettuale e figurativo molto sottile, che spiega il testo delle Vite di Vasari – usato come traccia – attraverso le opere esposte, e che appunto rivela una relazione quasi di odio e d’amore, con giudizi feroci da una parte e slanci ammirati dall’altra: così si spiega, ad esempio, un disegno inedito proprio di Amico Aspertini che sembra un inaspettato omaggio del bolognese “fuori squadra” verso Vasari, di cui cita l’opera.

Lyceum Club Internazionale di Firenze a Palazzo Adami Lami

Nell’anno del suo 110° compleanno, il Lyceum Club Internazionale di Firenze cambia sede: la storica Istituzione fiorentina lascia Palazzo Giugni per trasferirsi nel prestigioso Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17- Firenze).
“Il Lyceum ha compiuto 110 anni e si veste di una nuova prestigiosa sede, regalando ai suoi frequentatori uno degli scorci più belli di Firenze e confermando un programma di altissimo livello, aperto a ingresso libero a tutti gli interessati - afferma Donatella Lippi, presidente del Lyceum Club Internazionale -. Il legame del Lyceum con la città si sostanzia e si rafforza nel nome della cultura e della responsabilità, ben calato nel presente, ma senza dimenticare il passato e guardando in maniera proattiva al futuro”.
“Sono felice ed onorata che una realtà importante come il Lyceum venga ‘ad abitare’ in Palazzo Adami Lami - commenta Giovanna Adami Lami, proprietaria dell’immobile -. Si è subito creata una perfetta sinergia con lo storico club fiorentino, dove l’arte, la musica, e la cultura più in generale, sono i veri protagonisti attraverso il ricco calendario annuale di eventi che viene proposto a tutti i soci e non. Ed è al Lyceum che affido la storia della mia famiglia e di questi spazi”.
Palazzo Adami Lami:
L’edificio, il cui ingresso principale era dai celebri “fondacci” di Santo Spirito, prospetta sul Lungarno con un fronte particolarmente articolato, a quattro piani. Mentre nell’insieme la facciata mostra caratteri che sembrano indicare una riconfigurazione databile al Settecento, quest’ultima porzione ha caratteri pienamente ottocenteschi, con elementi recuperati dal repertorio architettonico quattrocentesco. Al piano nobile del corpo centrale dell’edificio si trova uno scudo con l’arme della Famiglia Adami (d’azzurro, a tre clave d’oro, poste in palo affiancate). Sull’angolo con via de’ Geppi c’è invece un tabernacolo con edicola settecentesca, racchiudente un pregevole dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino. Il Palazzo è stato residenza del generale Jacopo Adami, comandante della Fortezza da Basso, dei senatori Adami, cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano: Antonfilippo, Commissario di Pontremoli ed importante poligrafo italiano membro di prominenti accademie quali La Colombaria, Georgofili, Arcadia, Apatisti e l’ Etrusca.


                             

 

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